Antro del Corchia

Colata calcarea nell'Antro del Corchia

Situate nel settore meridionale delle Alpi Apuane, nell’alta Versilia, con 5 milioni di anni di storia geologica alle spalle, le grotte dell’Antro del Corchia sono il sistema carsico più esteso d’Italia (e uno dei più grandi al mondo) con circa 60 km conosciuti fra cunicoli, gallerie e pozzi ed altri 30 km che si stima debbano essere ancora esplorati.
I suoi 1187 m di dislivello ne fanno la terza grotta più profonda d’Italia.

Non a caso il Monte Corchia (1678 m) è chiamato la “Montagna Vuota”!

L’Antro del Corchia fu scoperto nel 1840 da Emilio Simi e prese il nome di Buca Ventajola e successivamente Buca d’Eolo a causa del forte vento che vi soffia all’ingresso.

Stalattiti nell'Antro del Corchia

COME ARRIVARE A LEVIGLIANI

Dall’agriturismo Gignola per arrivare a Levigliani di Stazzema (LU), paese da cui raggiungere le Grotte dell’Antro del Corchia, il tragitto più facile e veloce è senza dubbio quello tramite autostrada, con circa 60 km e 1 ora e mezza di viaggio.

Dal casello di Sarzana prendi in direzione sud ed esci al casello Versilia.
All’uscita autostradale vi è una grossa rotonda ovale; prendi la prima uscita (verso Massa) e prosegui dritto fino alla terza rotonda prendendo la prima uscita che ti farà imboccare Via Alpi Apuane / SP68.
Da qui basterà andare sempre dritti, superando Querceta e Seravezza, quindi salendo fino a raggiungere Levigniani.
La strada è molto bella: immersa nella natura fra boschi e torrenti, è assai larga per essere una strada di montagna in cui, ovviamente, vi è poco traffico.
Proprio piacevole da percorrere.

BIGLIETTI, ORARI E PREZZI

Arrivato a Levigliani (600 m s.l.m.) troverai ampi parcheggi gratuiti prima e dopo il paese.
Qui dovrai acquistare i biglietti, per poi prendere il bus navetta, che percorrendo una tortuosa strada marmifera ti porterà all’entrata della grotta turistica a quota 860 m.

In realtà non ci sono solo le grotte da visitare, ma anche altre attività con varie tariffe.

Per conoscere orari delle visite e prezzi dei biglietti, visita il sito ufficiale.

ARRIVA PREPARATO!

All’interno della grotta vi sono costantemente 7,6° C.
Portati l’abbigliamento adatto per tale temperatura: nulla di particolare, pantaloni lunghi e un maglioncino; se poi sei particolarmente freddoloso anche un cappellino e un paio di guanti.
Per camminare la cosa migliore sono un paio di scarponcini, ma vanno benissimo anche delle semplici scarpe con la suola in gomma.
Se proprio non riesci a portarti la roba da casa, niente paura!
Nel piazzale davanti all’entrata della grotta Antro del Corchia, vi è una casetta in legno dove noleggiano tutto il necessario.
Potrai cambiarti tranquillamente all’entrata della grotta dove vi sono i bagni.

COSA TI ASPETTA

Non entrerai subito nella grotta naturale, ma dovrai percorrere una galleria artificialmente che è stata realizzata partendo da una cava dismessa.

Entrata della grotta Antro del Corchia

All’imboccatura una guida esperta darà le ultime raccomandazioni e illustrerà il percorso al tuo gruppo.

Quindi percorrerai 168 m scavati nel marmo, intervallati da 3 grosse porte.
A che servono?
La differenza di temperatura interna ed esterna può creare forti correnti d’aria che possono raggiungere anche i 70 km/h… quindi, se sei l’ultimo, ricorda di chiudere la porta!

Dopo aver superata l’ultima, finalmente ci siamo! Siamo dentro!

Nelle viscere della terra!
Nel cuore della montagna!
Dentro la roccia!

Come detto la temperatura è costante a 7,6° C.
Così come l’umidità al 100%.
Il percorso (andata e ritorno) ha una lunghezza complessiva di 1.978 m di cui circa 1.300 m su passerelle a basso impatto ambientale e per il resto sulla roccia naturale della grotta.
In tutto ci sono 1.005 gradini.
La prima scalinata conta circa 200 scalini in discesa che dovrai percorrere al ritorno in senso opposto.
Il dislivello massimo del percorso è di 43 m (dal punto più basso al punto più alto).
Mentre, il dislivello totale del percorso (andata e ritorno) fra salite e discese da fare è di 356 m.
La visita dura circa 2 ore.

Non ti far impressionare da questi numeri!

La guida ha un passo lento, si fermerà spesso per le dovute spiegazioni e le eventuali domande, quindi hai tutto il tempo per riposarti, ammirare le concrezioni e scattare fotografie (senza flash).

Anche se non sei allenato, malgrado qualche brevissimo tratto più scivoloso o più stretto, vedrai che alla fine il tragitto è piuttosto agevole.

Al passaggio del gruppo, si accende automaticamente un’ottima illuminazione, sia per la sicurezza sia per i giochi di luce e ombre che rendono ancora più affascinante i vari scorci.

COSA VEDRAI

Le grotte turistiche Antro del Corchia sono un chiaro esempio del fenomeno del carsismo, tipico di tutto il territorio delle Alpi Apuane.

Fin qui un lungo preambolo, qualche numero e informazione essenziale, senza però capire bene cosa potrai vedere effettivamente in queste grotte carsiche dell’alta Toscana.

Iniziamo allora con l’esplorazione!

Attraversata l’ultima porta del tunnel artificiale, dunque, ti troverai all’interno della grotta naturale ed esattamente nella “Galleria franosa”.
Malgrado il nome è tutto in sicurezza e potrai così iniziare la discesa della prima e lunga scalinata dei già citati 200 scalini.

Scalini che scendono nella Galleria Franosa

Questo tratto ha avuto origine da una lunga e grande frattura verticale: si superano i 30 m di altezza e la larghezza va da 1,5 m a 4 m.
Davvero impressionante!
La montagna è proprio squarciata al suo interno!

Proseguirai nella “Galleria degli Inglesi”, chiamata anche “Galleria dipinta” per gli accentuati colori alle pareti: bianco, rosso ruggine e bruno.
Qui noterai l’effetto del passaggio turbolento delle acque, con “scallops” e “marmitte”.

I colori della Galleria degli Inglesi

Nella “Galleria del Venerdì” vedrai una delle concrezioni a colata più famose: la maestosa “aquila”, alta 4/5 metri, chiamata così per la sua conformazione particolare che ricorda appunto un’aquila in procinto di spiegare le ali per prendere il volo.

L'aquila nella Galleria del Venerdì

Poco dopo il “Laghetto del Venerdì”, dove i primi speleologi della grotta si accampavano come testimoniano le numerose scritte alle pareti.

Laghetto del Venerdì

Arriverai quindi nella parte più interna della montagna, ritenuta da molti anche quella più bella, affascinante, insomma, da rimaner a bocca aperta.
Il percorso si biforca, sviluppandosi ad anello e dovrai proseguire verso destra per raggiungere la “Foresta pietrificata”.
Nome non può essere più azzeccato di questo: un numero impressionante di stalattiti, stalagmiti e colonne di milioni di anni racchiuse un un breve tratto, appunto una “foresta”.
“Pietrificata” perché la maggior parte di queste concrezioni non sono più attive, ovvero non crescono più.
L’attraversata di quest’ambiente la farai senza l’ausilio delle passerelle, ma sulla roccia naturale della grotta, a pochi centimetri dalle concrezioni, facendo attenzione a schivarle e ad abbassarti quando necessario.

Inizio della Foresta Pietrificata

Concrezioni della Foresta Pietrificata

Foresta Pietrificata

Ormai ti sentirai un novello speleologo e quando penserai di aver visto già tutto quello che la grotta ha da offrire, ti assicuro che i tuoi occhi si sorprenderanno ancora quando arriverai alla successiva “Galleria delle stalattiti”, dove al contrario di prima la deposizione dei carbonati è ancora attiva.

Imponente colonna all'inizio della Galleria delle Stalattiti

Concrezioni chiamati spaghetti

Una delle tante pareti della Galleria delle Stalattiti

Concrezioni nella Galleria delle Stalattiti

Arriverai quindi all’inizio dell’anello e con un po’ di dispiacere inizierai il percorso a ritroso per tornare all’aria aperta.

ALTRE COSE DA FARE E DA VEDERE

In questa zona, la visita alle grotte Antro del Corchia sono d’obbligo.

Ma ora che sei tornato alla luce del sole, hai una variegata possibilità di scelta di cose da andar a vedere, prima di tornare all’Agriturismo Gignola.

Potresti intraprende un’escursione a piedi salendo lungo la marmifera (da adesso in poi non è asfaltata) e quindi le “Voltoline”: una ripida mulattiera a tornanti che porta al Passo dell’Alpino.

Scendendo con la navetta, un’altra attrazione ti riporterà all’interno della montagna: sono le “Miniere dell’Argento vivo” dove in antichità si estraeva mercurio e cinabro.
Il percorso è di circa 900 m e la durata della visita è di un’ora.
La storia e gli aneddoti che ti verranno raccontati sono monto interessanti e curiosi.

Tunnel nella Miniera d'argento vivo

Sempre la navetta ti riporterà a Levigliani dove, oltre al paese, potrai visitare ben 2 musei.
Il “Museo della Pietra piegata” che ha lo scopo di illustrarti la cultura del marmo nelle Alpi Apuane e il “Museo di Comunità e Impresa” che invece ti racconterà la storia e la cultura di Levigliani.

Probabilmente avrai fatto caso, quando hai percorso la marmifera per raggiungere la grotta, ad una cava di marmo.
Come avrai dedotto dal nome della strada, questa è anche zona di estrazione ed hai la possibilità di visitare la Cava del Piastraio.

PER IL RITORNO

Se non vuoi rifare il percorso fatto all’andata, vi è un altro itinerario adatto a chi ama guidare e amante della natura, un po’ più lungo che si percorre in circa 2 ore.
Si superano i 1.100 m s.l.m. quindi te lo sconsiglio nel periodo invernale per evitare il possibile ghiaccio sulla carreggiata e anche per le poche ore di luce che potrebbero limitarti il godimento del panorama.

Da Levigliani prosegui lungo la strada da cui sei arrivato, la Strada Provinciale di Arni, per circa 8 km (poco più di 10 minuti), per giungere ad un grosso incrocio in località Tre Fiumi.
Svoltando a sinistra all’incrocio ritornerai verso Massa.
Se invece prosegui per poche centinai di metri potresti fare una breve escursione nella cava abbandonata Henraux.
Tornando all’incrocio si va verso Massa, superando i paesi di Campagrina e Arni, attraversando quindi una parte del Parco delle Alpi Apuane e scendendo dal “Passo del Vestito”, giungerai all’orto botanico di Pian della Fioba, per goderti un panorama mozzafiato.
Quindi sempre scendendo supererai i paesi di Antona, Altagnana e San Carlo, fino ad arrivare a Massa e da li tornare all’Agriturismo Gignola.

RIEPILOGO DEI LINK ESTERNI

Sito ufficiale
https://www.corchiapark.it

Associazione Grotte Turistiche Italiane
http://www.grotteturistiche.it/grotta-antro-del-corchia/

La mia recensione su Tripadvisor (Agosto 2018)
https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g1549880-d2188903-r605229508-Grotta_Turistica_Antro_del_Corchia-Stazzema_Province_of_Lucca_Tuscany.html#

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